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Otoplastica

Brevi cenni sulle condizioni che possono rendere utile un intervento di otoplastica

L’otoplastica è un intervento indicato per la correzione di orecchie a sventola (orecchie ad ansa), orecchie sporgenti e orecchie grandi. Tali inestetismi possono essere congeniti o causati da eventi traumatici. L’intervento chirurgico di otoplastica può essere praticato già a partire dai 7 anni di età, in quanto il padiglione auricolare ha raggiunto le dimensioni definitive.

Quando è utile l’otoplastica
L’intervento di otoplastica è utile in tutti i casi di alterazione dell’aspetto delle orecchie (per cause congenite o traumatiche) come per padiglioni troppo prominenti/scostati dal capo, in cui non vi è alcuna piega cartilaginea o, se presente, poco definita; per forma ad ansa  (c.d. orecchie a sventola) in cui la parte superiore del padiglione è piegata verso il basso e in avanti; orecchie a coppa, cioè orecchie piccole perché accartocciate; orecchie con lobuli troppo sviluppati o fissurati, come capita per utilizzo di orecchini troppo pesanti; oppure per una qualsiasi altra alterazione anche traumatica delle orecchie.

Indicazioni terapeutiche per l’intervento di otoplastica
Le indicazioni “terapeutiche” per l’intervento di otoplastica si presentano esclusivamente in alcune condizioni quali: alterazioni post-traumatiche (frequenti nei pugili e nei giocatori di rugby); alcune associazioni malformative; o in presenza di un disturbo di personalità secondario al problema auricolare certificato da un neuropsichiatra infantile.
L’intervento di otoplastica riveste un carattere puramente estetico in tutti gli altri casi

Tecniche di intervento
L’intervento di otoplastica consiste nel rimodellamento della cartilagine e dei tessuti cutanei dell’orecchio ottenuti attraverso un accesso posto al di dietro dell’orecchio. La tecnica personalmente utilizzata garantisce risultati “naturali” e stabili nel tempo. Richiede una buona mano chirurgica e una valida preparazione di conoscenza della tecnica.
Essa consiste nel degloving della cartilagine del padiglione auricolare (liberazione dalla pelle che è aderente alla faccia posteriore e al terzo centrale anteriore del padiglione auricolare). Con incisioni mirate nei punti stabiliti prima dell’intervento si modella la cartilagine che, così, una volta ricoperta dalla sua cute, non ha bisogno di punti che ne mantengano la forma: questi potrebbero cedere, provocando una recidiva dell’alterata forma del padiglione.
Se effettuato su entrambe le orecchie dura, secondo il numero e la gravità dei difetti da correggere, da una a due ore.
Se l’intervento viene eseguito anche per ridurre l’ampiezza delle orecchie, l’incisone chirurgica può interessare anche  la loro parte anteriore.
A conclusione dell’intervento sono utilizzati dei punti di sutura per chiudere l’accesso chirurgico e viene applicato un bendaggio alle orecchie, normalmente posto anche attorno al capo.

Possibili rischi e complicazioni dell’intervento di otoplastica
Il sanguinamento e di conseguenza l’ematoma è una complicanza che può avvenire e necessita di essere drenato rapidamente; è bene segnalare al chirurgo la comparsa di dolore importante nei primi giorni postoperatori in quanto potrebbe essere indicativo di presenza di sangue fra la cute e la cartilagine dell’orecchio. Le infezioni sono rare e possono essere trattate con successo con antibiotico terapia. Cicatrici patologiche tipo cheloidi possono presentarsi in queste sedi e richiedono un trattamento con cortisonici. In alcuni casi l’orecchio può ritornare, seppure parzialmente in posizione prominente rispetto a quanto ottenuto con l’intervento: in tali casi può essere opportuno effettuare una correzione secondaria generalmente in anestesia locale.

Preparazione pre-operatoria

Lavare accuratamente i capelli il giorno prima dell’intervento.
Seguire attentamente le indicazioni segnalate dal chirurgo.

Intervento Chirurgico
La visita iniziale consente al chirurgo di valutare il difetto e di esplicitare al paziente le possibilità chirurgiche correttive, il decorso postoperatorio e le possibili complicanze. Vengono poste domande sulle condizioni generali di salute ed indicati i normali esami ematochimici da effettuare prima dell’intervento.
Con la seconda visita (se si è deciso di eseguire l’intervento) si decidono i dettagli dell’intervento, si valutano i risultati degli esami pre-operatori.
E’ consigliato di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell’intervento.
Il chirurgo dovrà essere informato di qualsiasi eventuale terapia medica (antipertensivi, anticoagulanti, farmaci cardiologici, antibiotici, ipoglicemizzanti, contraccettivi, tranquillanti, ecc…).
E’ importante non assumere aspirina (o medicamenti che la contengono), come pure farmaci antiinfiammatori/antidolorifici (quali Aulin, Feldene, Oki, Brufen, Moment…) per sette-dieci giorni prima e per due-tre giorni dopo l’intervento. Tali farmaci alterano la funzione dell’aggregazione delle  piastrine del sangue e possono causare sanguinamento.
Sono poi da rimuovere monili quali anelli, orecchini o piercing.
Infine, è utile lavarsi accuratamente i capelli la sera prima dell’intervento, con uno shampoo blandamente antisettico, ottenibile unendovi NEOXIDINA, o CITROSIL o Betadine soluzione normalmente reperibili in farmacia.

L’anestesia
Questo tipo di intervento può essere realizzato in anestesia locale semplicemente rendendo insensibile il padiglione auricolare con punture locali o eventualmente in anestesia locale con sedazione cioè iniettando anche dei farmaci per via endovenosa al fine di tranquillizzare il paziente. Nei bambini più piccoli può essere necessario ricorrere all’anestesia generale.

Dopo l’intervento? Cosa fare, come, quando, dove…
All’inizio le orecchie appaiono gonfie e un po’ tumefatte con miglioramento nel giro di circa un mese; la sensibilità del padiglione auricolare può essere modificata per alcuni mesi, mentre non si presentano problemi uditivi di alcun tipo.
Si consiglia di evitare traumi ed attività sportiva intensa per un mese, mentre la corsa od altri sport meno violenti possono essere ripresi dopo due settimane
Per i primi 3-4 giorni è mantenuto un bendaggio attorno alle orecchie e al capo.
Il dolore presente nei primissimi giorni dopo l’intervento può essere attenuato con l’uso di antidolorifici. I punti di sutura vengono rimossi 7-10 giorni dopo l’intervento, e potranno essere riprese le normali attività. Durante il riposo notturno, nel corso delle prime 3 settimane postoperatorie deve essere indossata una benda elastica per evitare involontari traumatismi nelle fasi del sonno profondo.
A genitori di piccoli pazienti si raccomanda di evitare tutti i giochi possano esporre a traumi accidentali delle orecchie per un periodo di tempo di almeno 4 settimane e per lo stesso tempo è sconsigliata, qualunque sia l’età, l’attività sportiva.

Durata dei risultati
Il risultato è generalmente stabile nel tempo con buona soddisfazione dei pazienti operati e del chirurgo. In alcuni rari casi può essere necessaria una correzione secondaria a distanza di almeno tre mesi.

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